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Il silenzio tra noi non c’è
solo chi vuole, si sa, sente

N. Fabi - Il silenzio

La cosa brutta è che certe cose non puoi dirle.
Non puoi spiegarle.
E così te le tieni dentro.

(via fuckiinglaugh)

E fanno male

(via francimic)

(via sesorridinontifannodomande)

Soon enough, nobody will remember life before the Internet. What does this unavoidable fact mean? For future generations, it won’t mean anything very obvious. They will be so immersed in online life that questions about the Internet’s basic purpose or meaning will vanish. But those of us who have lived both with and without the crowded connectivity of online life have a rare opportunity. We can still recognize the difference between Before and After. We catch ourselves idly reaching for our phones at the bus stop. Or we notice how, mid-conversation, a fumbling friend dives into the perfect recall of Google.

Michael Harris, “The End of Absence” (via Come si stava prima di Internet | Bicycle Mind)

Bello ballare insieme un lento. Anche solo in sogno.

non sono bellissima, non sono fotogenica, non sono gentile, non sono capace di romanticherie o dolcezze in pubblico, non ho nessun particolare che cattura, nulla per cui il suo sguardo avrebbe dovuto indagare su di me con così tanta attenzione, eppure l’ha fatto, mi ha guardata.

insiemecontrolatempesta (via insiemecontrolatempesta)

E se ci perderemo, non ti perderò e non mi perderai. Perché alla fine io lo so e tu lo sai.
Ci sono tramonti che non tramontano mai…

Il quadro mai dipinto- Bisotti (via ilcantodelsole)

Il vero tumblero è uno che reblogga, laica, commenta, scassa il cazzo, s’innamora, vi rimorchia, vi followa, vi defollowa, vi followa di nuovo, vi ridefollowa ancora, va pure ai meet-up organizzati a Ovindoli di martedì mattina, fa nottate per montare una gif animata del cazzo, è pronto ad ogni evenienza, dall’attacco zombie, allo sbarco alieno, a Capezzone che ti citofona di mercoledì sera durante la partita di Champions della Roma, s’informa, legge, riporta, cita, analizza, scherza, ride, piange, muore, nasce, vive ma come gli postate qualsiasi cosa con un link annesso che rimanda ad un’altra pagina, non lo clicca manco sotto tortura. Manco se gli minacciate di cancellargli il Tumblr. Manco se gli minacciate di cancellargli il Tumblr. Due volte. Meglio la morte che ritrovarsi in qualche pagina lontani dalla Dashboard, in qualche parte del Web, chissà dove. Metti che poi è Facebook? Orrore, orrore.

(via spaam)

I can be changed by what happens to me. But I refuse to be reduced by it.

Maya Angelou, Letter to My Daughter (via hqlines)

dania72:

Che io possa divenire terra, 
che io possa divenire cielo, 
che io possa divenire la montagna, 
che io possa divenire il mare, 
che io possa crescere, 
allargando e allungando il mio corpo, 
fino a disperdermi nel Vuoto dell’Infinito. 

Preghiera sciamanica