Vivenda

Nov 25
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(e di quell’album, questa è la mia preferita insieme a La voce del silenzio)

via rispostesenzadomanda:

3n0m15:mumblemumblr:

Guarda che Luna - Petra Magoni e Ferruccio Spinetti (2003)
L’album Musica Nuda è qualcosa di etereo, impalpabile. Sono canzoni che conoscono (quasi) tutti, ma spogliate di qualsiasi fronzolo e ridotte ad un essenziale, quasi umile, accompagnamento del contrabbasso di Ferruccio. Tutto il cd è voce, e che voce. Dalla musica barocca ai Beatles la voce di Petra si diffonde e ti circonda, senza bisogno di niente altro.
Partiti quasi per gioco, hanno un attivo di cinque o sei album pubblicati (tra studio e live) e una lista di concerti che non finisce mai. Se vi capitano a tiro, non perdeteli. Tra l’altro sono due persone simpaticissime, i concerti sono uno spasso.
Delle 15 tracce ho scelto la sesta, guarda che luna, non perché fosse la mia preferita, mi piacciono tutte, ma per l’acuto finale, praticamente un ultrasuono.
Insomma, un cd da avere, assolutamente.

(questa rubrica è un must)


via mediapop:

lollodj:

Attenzione attenzione! Chiamo alle armi i Calderoli, i Cota, i Borghezio di terra di cielo e di mare, e tutti gli altri eroici difensori delle nostre radiosi tradizioni quinquennali (nel senso che ormai basta che una roba ha 5 anni ed è già “tradizione”): il busto che vedete sopra è di Ulug’Alì el Fertas (detto Occhialì, nato Giovanni Dionigi), e si trova a Le Castelle sull’isola di Capo Rizzuto (Kr), città dove nacque e visse prima di convertirsi all’islam e diventare pirata e ammiraglio turco (combattè pure a Lepanto, la Placida Mitì ne ha scritto una significativa biografia).
Come come come? Il busto di un ammiraglio turco nel mezzo della nostra italia bianca e cristiana? Quella stessa Italia pregna di tradizioni occidentali ben radicate nella nostra storia tipo l’albero di natale? Dopo aver proibito il burkini in una spiaggia in montagna (sic) e dopo aver “deislamizzato” i nostri sacri comuni del nord, lancio quindi l’appello perchè tale obbrobrio venga rimosso, anzi abbattuto immediatamente e sostituito dal busto di Santa Maria Genuflessa Scalza e Piagata, dal Cristo del Patimento Glorioso Nella Remissione Dolorosa Dei Peccati, o di un altro mirabolante simbolo di cristianità e sanità mentale!
Magari il giorno di Natale, per festeggiare la fine dell’operazione White Christmas.

via mediapop:

lollodj:

Attenzione attenzione! Chiamo alle armi i Calderoli, i Cota, i Borghezio di terra di cielo e di mare, e tutti gli altri eroici difensori delle nostre radiosi tradizioni quinquennali (nel senso che ormai basta che una roba ha 5 anni ed è già “tradizione”): il busto che vedete sopra è di Ulug’Alì el Fertas (detto Occhialì, nato Giovanni Dionigi), e si trova a Le Castelle sull’isola di Capo Rizzuto (Kr), città dove nacque e visse prima di convertirsi all’islam e diventare pirata e ammiraglio turco (combattè pure a Lepanto, la Placida Mitì ne ha scritto una significativa biografia).

Come come come? Il busto di un ammiraglio turco nel mezzo della nostra italia bianca e cristiana? Quella stessa Italia pregna di tradizioni occidentali ben radicate nella nostra storia tipo l’albero di natale? Dopo aver proibito il burkini in una spiaggia in montagna (sic) e dopo aver “deislamizzato” i nostri sacri comuni del nord, lancio quindi l’appello perchè tale obbrobrio venga rimosso, anzi abbattuto immediatamente e sostituito dal busto di Santa Maria Genuflessa Scalza e Piagata, dal Cristo del Patimento Glorioso Nella Remissione Dolorosa Dei Peccati, o di un altro mirabolante simbolo di cristianità e sanità mentale!

Magari il giorno di Natale, per festeggiare la fine dell’operazione White Christmas.




Oggi è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
via mumblemumblr:

moleskina:

hneeta:

curiositasmundi:

gravitazero:

pensierispettinati: “Manifesto” - This is no make-up - November 2009 (via blackhair)

Oggi è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

via mumblemumblr:

moleskina:

hneeta:

curiositasmundi:

gravitazero:

pensierispettinati: “Manifesto” - This is no make-up - November 2009 (via blackhair)


via emmanuelnegro:

atheistramblings:

mabelmoments:


The first edition of On the Origin of Species by Means of Natural Selection was published in London on November 24, 1859; after deducting author’s review and legal deposit copies from the edition of 1,250 copies, all remaining 1,170 copies were taken up by booksellers on that same day. A second London edition with slight revisions appeared on January 6, 1860. The first US edition, based on the London first, was published in the middle of June 1860. The first German edition appeared in 1860, and the third London edition was published in April 1861. Six editions in all—1859, 1860, 1861, 1866, 1869 and 1872—were published by John Murray in London and variously revised by Darwin himself. Morse Peckham, who produced a variorum edition of the Origin, wrote “… the sixth edition is nearly a third as long again as the first.”

KENNETH SPENCER RESEARCH LIBRARY

It’s weird when you think about it, but I’ve read the bible and I’d put it right up there with Aesop’s fables (Ok I like the Christ vs Romans bit but the god angle really spoils the Gandhi-Biko-King paradigm)  but I’ve never read the “Origin of the Species”. Its right there on the shelf!  I’ve read other books which reference it, but never the book itself. Talk bout awe or what?

via emmanuelnegro:

atheistramblings:

mabelmoments:

The first edition of On the Origin of Species by Means of Natural Selection was published in London on November 24, 1859; after deducting author’s review and legal deposit copies from the edition of 1,250 copies, all remaining 1,170 copies were taken up by booksellers on that same day. A second London edition with slight revisions appeared on January 6, 1860. The first US edition, based on the London first, was published in the middle of June 1860. The first German edition appeared in 1860, and the third London edition was published in April 1861. Six editions in all—1859, 1860, 1861, 1866, 1869 and 1872—were published by John Murray in London and variously revised by Darwin himself. Morse Peckham, who produced a variorum edition of the Origin, wrote “… the sixth edition is nearly a third as long again as the first.”

KENNETH SPENCER RESEARCH LIBRARY

It’s weird when you think about it, but I’ve read the bible and I’d put it right up there with Aesop’s fables (Ok I like the Christ vs Romans bit but the god angle really spoils the Gandhi-Biko-King paradigm)  but I’ve never read the “Origin of the Species”. Its right there on the shelf!  I’ve read other books which reference it, but never the book itself. Talk bout awe or what?


Nov 24

L'uomo che vorrei

  • lui: non preoccuparti solo per me
  • lui: non mettermi troppo al centro
  • lui: la tua attenzione, il tuo affetto, la tua cura
  • lui: sono preziosi per me, e unici
  • lei: ...


Nov 23

Itagnolo

La cliente, ispanoparlante: “Ahi Dios! che bruta notizia che me dai, hija mia!”. Mi sono commossa, giuro.


Devo far vedere questa pagina al copy che ha scritto la head…
via littlechini:

batchiara:

imod:

Impaginatori da licenziare | Distanti saluti

Devo far vedere questa pagina al copy che ha scritto la head…

via littlechini:

batchiara:

imod:

Impaginatori da licenziare | Distanti saluti


Secondo gli irlandesi e gli sportivi, invece, la soluzione era semplice: Henry avrebbe dovuto autodenunciarsi.

Henry: arbitro?
Arbitro: sì?
H: le confesso che ho toccato la palla con la mano.
A: mh. Allora mi sa che lo annullo, grazie.
H: prego. E non dimentichi l’ammonizione.
A: era volontario?
H: sì.
A: ok, ammonito.
H: grazie.
A: dovere.
H: e, senta.
A: dimmi.
H: nel primo tempo ho dato una gomitata a Keane.
A: ma… involontaria?
H: temo proprio di no.
A: uh. Allora ti devo buttar fuori.
H: la prego.
Keane: ehi, che succede?
A: Henry mi ha appena confessato di aver toccato la palla con la mano e di averti dato una gomitata.
K: ah, sì, vero.
A: lo butto fuori.
K: beh. Io prima l’ho mandata a fare in culo, signor arbitro.
A: che cosa?
K: giuro. E sto pensando tutt’ora che lei sia un gran figlio di puttana.
A: devo buttar fuori anche te.
K: la denuncerei al collegio arbitrale, se non lo facesse. Testa di cazzo. Mi scusi. Stronzo. Ha sentito quello che ho detto? Sono affranto.
A: ok, esci.
K: anche un mio collega, nel primo tempo.
A: cosa? Chi? Butto fuori anche lui.
K: un momento. Sto cercando di capire se la moralità di confessare un’irregolarità che le è sfuggita abbia una priorità superiore o inferiore rispetto alla moralità di non fare la spia e di non tradire un compagno di squadra.
A: che cazzo stai dicendo, imbecille? Non capisco un accidente.
Gallas: perché siamo fermi?
K: stiamo confessando le irregolarità all’arbitro.
Gallas: io ho tirato la maglia a Duff, prima.
Gourcuff: io detto che la palla era uscita ma non era uscita.
O’Shea: io ho sputato nei capelli a Malouda.
Malouda: cosa? Figlio di…
A: ok, calmi, vi butto fuori tutti.
Tutti: evviva!
A: e, visto che siete così onesti, vi confesso di aver fischiato un fuorigioco perché non avevo il fiato di correre dietro al contropiede.
Tutti: eh, che stronzo!
A: eh, lo so, ma sapete, l’età.
Tutti: ah ah! Birbante!
Henry: e ora? Che ne sarà della partita?
A: direi che è sospesa, no?
K: sì. Ma perché quella folla sta scavalcando le transenne?
A: credo siano sportivi che vogliono venire a ringraziarci.
Tutti: sì, lo sono! Sentiamo cosa ci devono dire!

Un post a reblog immediato.

via http://sviluppina.co.uk/rilettura-fantasiosa-della-sportivita/ (via crlcss) (via emmanuelnegro)


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