Vivenda

Nov 5

Blog e nuvole

Ieri sera inaspettatamente mi è capitato in regalo un catalogo di blog&nuvole. Ecco, sono quelle piccole cose che fanno bella la giornata.


Nov 4

Io adesso vado a vedere e sentire “dove vanno le iguane quando piove”. Perché ho voglia di rivedere un’amica, una quasi-collega e una neo mamma di un novello Orlando Furioso riunite tutte in una. Così mi faccio anche autografare e dedicare il libro…


cacchio, ce ne vuole di fantasia…
via littlechini:

rispostesenzadomanda:

9gag:CUGGI

cacchio, ce ne vuole di fantasia…

via littlechini:

rispostesenzadomanda:

9gag:CUGGI


via littlechini:

batchiara:

Nella foto, Via Senato (Milano)
Pochi tra coloro che frequentano Milano oggi sanno che un tempo, dove ora corre veloce il traffico, una volta c’erano canali navigabili, tanto che l’odierna circonvallazione interna (di cui fa parte, appunto, via Senato) era nota come “cerchia dei navigli”.
Le tracce dell’idea di far giungere a Milano lo sbocco al mare negato dalla natura si perdono nelle cronache di tempi di molto anteriori alla progettazione e realizzazione del primo naviglio, nel 1179.
Sui Navigli transitò, oltre ad innumerevoli altre merci dirette a Milano, il marmo di Candoglia usato per la costruzione del Duomo di Milano, in tempi più recenti furono utilizzati per il trasporto delle bobine di carta dirette alle rotative del Corriere della Sera.

via littlechini:

batchiara:

Nella foto, Via Senato (Milano)

Pochi tra coloro che frequentano Milano oggi sanno che un tempo, dove ora corre veloce il traffico, una volta c’erano canali navigabili, tanto che l’odierna circonvallazione interna (di cui fa parte, appunto, via Senato) era nota come “cerchia dei navigli”.

Le tracce dell’idea di far giungere a Milano lo sbocco al mare negato dalla natura si perdono nelle cronache di tempi di molto anteriori alla progettazione e realizzazione del primo naviglio, nel 1179.

Sui Navigli transitò, oltre ad innumerevoli altre merci dirette a Milano, il marmo di Candoglia usato per la costruzione del Duomo di Milano, in tempi più recenti furono utilizzati per il trasporto delle bobine di carta dirette alle rotative del Corriere della Sera.


Nov 3

La battutona sull'immacolata concezione in Kant

Io ho riso. Consola? (e sì, l’avevo capita la battuta ma spiegata dà ancora più gusto!…) via scrip79:

Ora che sono una star, tutti leggono il mio libro e quindi chiedono spiegazioni delle cose non dette e/o lasciate in sospeso. Dunque, oggi parlo di pagina 30, in particolare del tweet datato 29 settembre 2008, che così recitava:

spiegando Kant ha fatto la sua solita battuta sull’immacolata concezione ma s’è reso conto che ogni anno la capiscono sempre in di meno

Mi chiedono qual è questa battuta sull’immacolata concezione e vado indi a spiegarla, anche se sarà una palla intellettualoide (l’avete voluto voi, eh). Allora, si spiegava Kant, in particolare l’ultima parte della Critica della Ragion Pura, quella denominata “Dialettica trascendentale”, in cui Kant tenta di dimostrare che la metafisica è, appunto, una vana arte dialettica che non può aver nessuna pretesa scientifica. Bene, in questa sezione, tra le altre cose, Kant critica le tre principali prove che storicamente sono state portate dai filosofi del passato per dimostrare l’esistenza di Dio, e cioè la prova ontologica, la prova cosmologica e la prova fisico-teologica (o teleologica, a seconda delle traduzioni). La battutona nasce sulla seconda, la cosmologica.

Solitamente, arrivo a spiegare la prova cosmologica dopo aver parlato a lungo di quella ontologica, tutta incentrata su Dio come essere perfettissimo, onnipotente eccetera. E dico: «La prova cosmologica subito, in partenza, si chiede: “Noi, da chi siamo stati generati?”». Al che i ragazzi in coro rispondono, sicuri d’aver già capito tutto (ingenui): «Da Dio!». E io: «Allora, ragazzi miei, io non so cosa vi abbiano raccontato le vostre mamme e i vostri papà, ma a 18 anni mi sembrate abbastanza grandi da sapere la verità. Noi, tutti noi siamo stati generati dalla mamma e dal papà. Niente cicogna, niente cavolo, niente immacolata concezione di Maria, niente arcangelo Gabriele che fa l’annunciazione, solo mamma e papà e tanto amore… almeno per me è andata così, se poi qualcuno di voi crede ancora che la propria madre sia, come dire, illibata, buon per lui, sarebbe un’idea molto italiana. Però la prova cosmologica sostiene che noi siamo stati generati dai nostri genitori. Meglio ancora, causati da loro…».

In genere i ragazzi ridono, e parecchio. Ma quelli degli ultimi anni ridono meno. Secondo me perché non sanno cos’è l’immacolata concezione. Fanno un’ora di religione a settimana ma non sanno nulla, e dico nulla, di dogmi cristiani.

Dal canto mio, com’è ormai evidente, riciclo sempre le stesse battute durante le lezioni. Sono un insegnante finito, a soli 30 anni.


Ricordi

Ho imparato i numeri e la loro successione progressiva con un metodo pedagogico un po’ strano: le figurine adesive. Ero piccola, due o tre anni al massimo. Mio padre mi aveva comprato un albo e io dovevo trovare il numero che corrispondeva a quello della figurina per poi attaccarla al suo posto. L’albo era quello di Victoria Plum. C’è qualcuno che se la ricorda e che ha il succitato albo in casa o qualche altro gadget (quaderno et similia) da farmi avere dietro compenso?


Nov 2

Fuori in 30 giorni

Sarebbe un bel titolo da film che vorrei. Oppure un buon soggetto per un reality. Peccato però che sia la vita. La mia vita. Buonanotte e così sia.


Nov 1
“Se dovessi inventarmi il sogno
del mio amore per te
penserei a un saluto
di baci focosi
alla veduta di un orizzonte spaccato
e a un cane
che si lecca le ferite
sotto il tavolo.
Non vedo niente però
nel nostro amore
che sia l’assoluto di un abbraccio gioioso.”
Alda Merini (Sogno d’amore) - Ciao Alda, bello averti visto almeno una volta dal vivo, bello aver sentito la tua voce…fa buon viaggio.

“Quando si è vergine si pensa che tutti gli amori sono possibili, poi d’improvviso uno cancella gli altri mai venuti. Diventare donne porta questa semplificazione, un vento che si abbatte sopra una fuioritura e la scia un fiore solo. Tutta l’immensità di prima precipita in un abbraccio. A me nemmeno quello: anziché i baci di Iosef sugli occhi, un lancio di parole nelle orecchie.” Erri de Luca , Nel nome della madre (quanta verità in tutto questo, quanti pensieri, quanti sogni, quanta vita)

“Ce la farò, qui starò benissimo. Hai trovato un posto adatto, caldo e tranquillo. Ce la farò Iosef, sono donna per questo.” Erri de Luca, Nel nome della madre (una delle cose più belle che io abbia letto in assoluto)