Vivenda
…è tutto il giorno che ce l’ho in testa (mi fanno ridere le canzoni che mi si piantano in testa quando voglio prendere in giro una persona…).
“Tu prova ad abbracciarmi, poi vediamo che succede…”. Guarda che la prossima volta lo faccio, eh. Potrebbe essere pericoloso!
via moleskina:
Submitted anonymously
OOOOOOOOH…..
via moleskina:
(via fuckyeahhappy)
...meno due...
Nessuno è indispensabile. E questo è un dato di fatto. Quello che mi scazza però è accorgermi alla fine che avrei tranquillamente potuto fare la metà e nessuno a parte me avrebbe notato la differenza.
“Non mi perdonerei mai l’idea di vederti soffrire per causa mia”
C’era un tempo in cui mi esercitavo sulla parte di Antonella Bucci…
Chissà se mi riesce ancora di tirar fuori quella voce.
breathe some soul in me, breathe your gift of love to me.
via plettrude:
un amore finisce quando puoi salutare qualcuno all’angolo della strada, senza girarti un secondo? oppure quando puoi tranquillamente tefonare a qualcuno che ti spaccato il cuore, senza alcun timore che accada di nuovo? o dare l’indirizzo di casa sbagliato, senza rimpianti? quando puoi guardarlo mangiare senza considerare come bacia? quando non si discute chi paga il conto, perché non c’è imbarazzo? quando ti ho salutato, all’angolo della strada, quando non sono entrata per il secondo caffè, ho capito che non è rimasto nulla. posso serenamente ricordarti e sorridere. è andata. non ci sei più.
(e di quell’album, questa è la mia preferita insieme a La voce del silenzio)
via rispostesenzadomanda:
Guarda che Luna - Petra Magoni e Ferruccio Spinetti (2003)
L’album Musica Nuda è qualcosa di etereo, impalpabile. Sono canzoni che conoscono (quasi) tutti, ma spogliate di qualsiasi fronzolo e ridotte ad un essenziale, quasi umile, accompagnamento del contrabbasso di Ferruccio. Tutto il cd è voce, e che voce. Dalla musica barocca ai Beatles la voce di Petra si diffonde e ti circonda, senza bisogno di niente altro.
Partiti quasi per gioco, hanno un attivo di cinque o sei album pubblicati (tra studio e live) e una lista di concerti che non finisce mai. Se vi capitano a tiro, non perdeteli. Tra l’altro sono due persone simpaticissime, i concerti sono uno spasso.
Delle 15 tracce ho scelto la sesta, guarda che luna, non perché fosse la mia preferita, mi piacciono tutte, ma per l’acuto finale, praticamente un ultrasuono.
Insomma, un cd da avere, assolutamente.(questa rubrica è un must)
via mediapop:
Attenzione attenzione! Chiamo alle armi i Calderoli, i Cota, i Borghezio di terra di cielo e di mare, e tutti gli altri eroici difensori delle nostre radiosi tradizioni quinquennali (nel senso che ormai basta che una roba ha 5 anni ed è già “tradizione”): il busto che vedete sopra è di Ulug’Alì el Fertas (detto Occhialì, nato Giovanni Dionigi), e si trova a Le Castelle sull’isola di Capo Rizzuto (Kr), città dove nacque e visse prima di convertirsi all’islam e diventare pirata e ammiraglio turco (combattè pure a Lepanto, la Placida Mitì ne ha scritto una significativa biografia).
Come come come? Il busto di un ammiraglio turco nel mezzo della nostra italia bianca e cristiana? Quella stessa Italia pregna di tradizioni occidentali ben radicate nella nostra storia tipo l’albero di natale? Dopo aver proibito il burkini in una spiaggia in montagna (sic) e dopo aver “deislamizzato” i nostri sacri comuni del nord, lancio quindi l’appello perchè tale obbrobrio venga rimosso, anzi abbattuto immediatamente e sostituito dal busto di Santa Maria Genuflessa Scalza e Piagata, dal Cristo del Patimento Glorioso Nella Remissione Dolorosa Dei Peccati, o di un altro mirabolante simbolo di cristianità e sanità mentale!
Magari il giorno di Natale, per festeggiare la fine dell’operazione White Christmas.